Krisis | Identities
Studio Iknoki, in collaborazione con Vincenzo D’Abbraccio e Andrea Facchetti, ha fondato nel 2009 un collettivo multidisciplinare chiamato Unità di crisi, che intende occuparsi del fenomeno della crisi globale e permanente. Precisamente l’obiettivo è quello di individuare delle situazioni specifiche di emergenze e intorno a queste organizzare un percorso di ricerca che culminerà nella raccolta e nella documentazione di materiali diversi all’interno di format diverso.
Krisis è una pubblicazione a periodicità variabile. Essa nasce dalla volontà di proporre una riflessione sul tema della crisi permanente e sulle implicazioni e le responsabilità che derivano dall’operare in quanto designer, cioè come colui che dà forma alle cose materiali e immateriali, all’interno di questo scenario. Krisis è stata pensata nella forma dell’archivio, ossia un raccoglitore che ospita al suo interno contributi, progetti specifici, interviste e ricerche. Ogni numero cerca dunque di creare un percorso e un discorso tra elementi eterogenei e poliformi in riferimento all’argomento principale della pubblicazione. Il senso di assumere questo tipo di format sta proprio nelle possibilità offerte dalla forma archivio, in cui ad una vasta varietà di elementi (che almeno in apparenza non condividono un’unità di stile, di forma e/o di contenuto) viene attribuito un significato comune. L’obiettivo è quello di costruire costellazioni di significato a partire da una moltitudine di elementi particolari, in modo da offrire nuove prospettive e possibilità di lettura.
Il primo numero di Krisis è dedicato al delicato tema dell’identità. o meglio alla crisi delle modalità di rappresentazione dell’identità. L’idea di una realtà perfettamente descritta e organizzata in strutture gerarchiche di conoscenza nasce con l’età moderna e arriva fino agli ultimi anni del ventesimo secolo. La distinzione tra ciò che è uguale e ciò che è diverso è più agevole in una realtà così strutturata. Oggi quell’idea di realtà è in crisi così come la concezione di identità legata alle strutture fisiche dei territori e delle comunità locali. La realtà di questo nuovo secolo è una realtà disordinata in cui le comunità, i territori e gli stati-nazione si destrutturano e perdono in parte o del tutto il potere di organizzare le relazioni, di costruire identità. Più che le strutture fisiche, a contendersi il controllo dei processi di costruzione delle identità oggi sono configurazioni dinamiche di poteri diversi, in continua mutazione, in un contesto di valori sostanzialmente economici. All’interno dello spazio economico globale, essi si trasformano in processi di consumo di simboli.
La crisi dell’identità è oggi la crisi dell’idea stessa di identità che da processo percettivo si trasforma in una perenne aspirazione (sogno, desiderio) destinata a rimanere insoddisfatta.
Contributi di: Yana Milev, Experimental Jetset, Metahaven, Evert Ypma, Brave New Alps, Dario Massimo, Joerg Bader, Collectif_fact, Jonmar Van Vljimen, Emanuela Bonini Lessing, Nicolò De Giorgis, Unità di Crisi, Giulia Filippi, Valentina Ciarapica, Wu Ming, Luca Luisa, Stewart Home, Jeremy Naklè, Alvvino, Kabu, Sosaku Myiazaki, Mike Bertino.
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