RMHC, hardcore a Roma 1989-1999

RMHC, hardcore a Roma 1989-1999

Realizzazione dell’artwork di dvd e locandina per il documentario RMHC, hardcore a Roma 1989-1999, diretto da Giulio Squillacciotti e prodotto da Championship Films.

Sinossi –
“Un documentario sul decennio di esperienze della Roma Hardcore all’apice del suo sviluppo. Il racconto vissuto attraverso le voci di chi ha costruito la scena, l’ha vissuta, ha introdotto dei caratteri musicali e degli stilemi estetici ancora sconosciuti, fino a reinventarli sulla base delle necessità e possibilità locali. Prima di internet, di MTV e di tutto ciò che oggi facilita l’assimilazione in toto di certi fenomeni malamente definiti ‘sottoculture’, fino a renderli globali, omologati e falsamente alternativi. Un viaggio socio antropologico attraverso la memoria collettiva di un fenomeno importato, metabolizzato localmente e reso unico, da persone uniche, che quell’hardcore ha reso uniche.”

www.rmhc-film.com
www.giuliosq.com

L’art de Stephane Levallois

L'art de Stephane Levallois

Abbiamo progettato l’allestimento e la comunicazione della mostra L’Art de Stephane Levallois, tenutasi all’interno della cornice del Treviso Comic book festival presso lo spazio Paraggi. La mostra era composta da tavole originali, quadri, storyboard realizzati per registi come Louis Leterrier, Peter Weber, Wong Kar Wai e bozzetti grafici dei suoi design toys.

In una delle pareti all’ingresso dello spazio espositivo abbiamo realizzato una griglia composta di cartoline in formato 10 cm x 15 cm, sulla quale l’artista ha realizzato il live painting durante l’inaugurazione della mostra. Dopo la performance i visitatori hanno potuto staccare le cartoline e avere così un ricordo personalizzato della serata e della mostra.

Il Treviso Comic Book Festival è un evento dedicato al mondo dei fumetti e dell’illustrazione, giunto alla sua ottava edizione e diventato ora un punto di riferimento a livello nazionale. Il Festival è costituito da mostre, incontri con autori e addetti ai lavori, esposizioni e una mostra mercato.
Realizzato in collaborazione con Chiara Dalla Pozza.

www.trevisocomicbookfestival.it
www.stephanelevallois.com

Everest

Everest

In occasione della mostra personale di Francesco Fonassi, Crocedomini, a cura di Daniela Zangrando presso Monotono Contemporary Art, Vicenza, abbiamo curato in collaborazione con l’artista la realizzazione dei vinili e delle audio cassette in edizione limitata per Everest fm 100.1_postdated , radio pièce per tre sessioni di trasmissioni Fm e cinquanta esecutori. Abbiamo fatto realizzare un punzone sulla base dello schizzo realizzato dall’artista; questo è stato poi utilizzato per imprimere la custodia del vinile e delle audio cassette.

Foto di Francesco Fonassi.

www.francescofonassi.com
www.monotonocontemporaryart.it

Latitude

Latitude

Studio dell’identità visiva complessiva di Latitude, piattaforma sperimentale di Urban Design e ricerca. Realizzazione di biglietti da visita, carta intestata, portfolio, sito web dinamico e poster. Latitude è una struttura molto flessibile, e agisce in contesti e su territori molto variabili. L’identità dello studio è oggetto di continua rinegoziazione; si è pertanto deciso di lavorare a un’identità dinamica, che non si avvalesse di un logotipo o di un immagine da declinare nei diversi usi specifici. Ogni progetto comunica sè stesso a partire
dai segni che più lo caratterizzano: le rappresentazioni del territorio all’interno del quale Latitude è chiamato ad intervenire.

Il territorio come sistema complesso

Una città o un territorio può venire descritto come un sistema complesso. Al suo interno le singole parti componenti interagiscono tra loro, e il comportamento del sistema eccede l’insieme dei comportamenti dei singoli fenomeni. Tali comportamenti sono descrivibil attraverso un linguaggio nuovo e qualitativamente diverso rispetto a quello usato per descrivere l’intero sistema. Un fenomeno emergente può comparire quando un numero significativo di entità semplici operano in un ambiente e in quanto collettività danno origine a comportamenti più complessi della semplice somma dei singoli fenomeni. E’ da questa consapevolezza, da questo approccio che rinuncia a ridurre la ricchezza di una simile complessità, che si muove Latitude e l’identità che abbiamo cercato di rappresentare.

Quattro livelli

Come detto, la rappresentazione dell’identità visiva è basata sul forte legame che Latitude intrattiene con il territorio in cui va ad operare. Il modus operandi è quello di una progettazione basata (sia in fase di ricerca che di progettazione) sulla specificità di tale territorio e sulla complessità e ricchezza che lo contraddistinguono. Si è dunque scelto di partire da esso per la costruzione dell’identità, a partire dall’astrazione di quattro simboli, ognuno dei quali è riferibile a ciascuno degli ambiti di intervento dello studio.

Essi sono schematicamente:
- terra; le curve di livello vengono utilizzate per riprendere il territorio come terreno.
- acqua; la rete idrica (o fluviale) di un territorio.
- verde; le aree raffiguranti zone di vegetazione (spontanea o meno) indicano l’ecosistema naturale che caratterizza il territorio preso in analisi. – uomo; la rete architettonica di strutture abitative, infrastrutture ecc. che si inserisce sul territorio.

Si è scelto di astrarre tali simboli dal loro contesto, ma senza semplificare i segni che contraddistinguono la rappresentazione del territorio cui essi si riferiscono. Essi vengono completamente ricontestualizzati, all’interno di una composizione arbitraria, nella quale vengono mischiati, disposti su layer diversi, proposti in scale differenti. Il risultato è quello di una illustrazione astratta, all’interno della quale è possibile comunque riconoscere gli elementi chiave dello specifico territorio. In questo modo, a venire meno è la funzione orientativa delle mappe, che mantengono tuttavia un radicato legame con il territorio. Viene inoltre posto accento sul valore della complessità e della specificità territoriale come elemento integrante del progetto di urbanizzazione.

www.latitude-platform.eu

Aucan – Black Rainbow/DNA

Aucan - Black Rainbow/DNA

Realizzazione dell’artwork di cd, lp, poster e goodies per la band Aucan. Per la copertina del disco, intitolato Black Rainbow, abbiamo scattato una serie di fotografie a numerosi fumogeni colorati.

L’arcobaleno di fumo, fotografato di notte e sotto la pioggia, cerca di riprodurre l’energia oscura, colorata ed esplosiva che emerge dalla musica di Aucan.

www.aucan.eu
www.tannenrecords.com
www.latempesta.org
www.africantape.com

Krisis Identities exhibition

Krisis Identities exhibition

Allestimento, comunicazione e curatela della mostra Krisis Identities, composta da materiali originali estratti dalla pubblicazione omonima a cura di Unità di crisi. Con opere di: Nicolò Degiorgis, Emanuele Kabu, Valentina Ciarapica e Collectif_fact e Unità di Crisi. Il tema della mostra, come quello della pubblicazione, è quello della crisi dell’identità, o meglio delle modalità di rappresentazione dell’identità.

L’idea di una realtà perfettamente descritta e organizzata in strutture gerarchiche di conoscenza nasce con l’età moderna e arriva fino agli ultimi anni del ventesimo secolo. La distinzione tra ciò che è uguale e ciò che è diverso è più agevole in una realtà così strutturata. Oggi quell’idea di realtà è in crisi così come la concezione di identità legata alle strutture fisiche dei territori e delle comunità locali. La realtà di questo nuovo secolo è una realtà disordinata in cui le comunità, i territori e gli stati-nazione si destrutturano e perdono in parte o del tutto il potere di organizzare le relazioni, di costruire identità. Più che le strutture fisiche, a contendersi il controllo dei processi di costruzione delle identità oggi sono configurazioni dinamiche di poteri diversi, in continua mutazione, in un contesto di valori sostanzialmente economici. All’interno dello spazio economico globale, essi si trasformano in processi di consumo di simboli. La crisi dell’identità è oggi la crisi dell’idea stessa di identità che da processo percettivo si trasforma in una perenne aspirazione (sogno, desiderio) destinata a rimanere insoddisfatta.

Ad avere particolare rilevanza nella mostra, il progetto firmato Unità di Crisi MittelEuropa. Il progetto, consistente in 24 fotografie d’archivio ritoccate digitalmente, nasce da un’indagine sulla crisi dell’identità degli stati nazionali e sovranazionali. Il concetto di stato-nazione sta vivendo in questi anni una crisi senza precedenti. Ma su cosa si fondava la sua identità nazionale? Era veramente frutto di un patrimonio comune, di una cultura condivisa? E come può esserlo oggi?

www.wavephotogallery.com

Krisis | Identities

Krisis | Identities

Studio Iknoki, in collaborazione con Vincenzo D’Abbraccio e Andrea Facchetti, ha fondato nel 2009 un collettivo multidisciplinare chiamato Unità di crisi, che intende occuparsi del fenomeno della crisi globale e permanente. Precisamente l’obiettivo è quello di individuare delle situazioni specifiche di emergenze e intorno a queste organizzare un percorso di ricerca che culminerà nella raccolta e nella documentazione di materiali diversi all’interno di format diverso.

Krisis è una pubblicazione a periodicità variabile. Essa nasce dalla volontà di proporre una riflessione sul tema della crisi permanente e sulle implicazioni e le responsabilità che derivano dall’operare in quanto designer, cioè come colui che dà forma alle cose materiali e immateriali, all’interno di questo scenario. Krisis è stata pensata nella forma dell’archivio, ossia un raccoglitore che ospita al suo interno contributi, progetti specifici, interviste e ricerche. Ogni numero cerca dunque di creare un percorso e un discorso tra elementi eterogenei e poliformi in riferimento all’argomento principale della pubblicazione. Il senso di assumere questo tipo di format sta proprio nelle possibilità offerte dalla forma archivio, in cui ad una vasta varietà di elementi (che almeno in apparenza non condividono un’unità di stile, di forma e/o di contenuto) viene attribuito un significato comune. L’obiettivo è quello di costruire costellazioni di significato a partire da una moltitudine di elementi particolari, in modo da offrire nuove prospettive e possibilità di lettura.

Il primo numero di Krisis è dedicato al delicato tema dell’identità. o meglio alla crisi delle modalità di rappresentazione dell’identità. L’idea di una realtà perfettamente descritta e organizzata in strutture gerarchiche di conoscenza nasce con l’età moderna e arriva fino agli ultimi anni del ventesimo secolo. La distinzione tra ciò che è uguale e ciò che è diverso è più agevole in una realtà così strutturata. Oggi quell’idea di realtà è in crisi così come la concezione di identità legata alle strutture fisiche dei territori e delle comunità locali. La realtà di questo nuovo secolo è una realtà disordinata in cui le comunità, i territori e gli stati-nazione si destrutturano e perdono in parte o del tutto il potere di organizzare le relazioni, di costruire identità. Più che le strutture fisiche, a contendersi il controllo dei processi di costruzione delle identità oggi sono configurazioni dinamiche di poteri diversi, in continua mutazione, in un contesto di valori sostanzialmente economici. All’interno dello spazio economico globale, essi si trasformano in processi di consumo di simboli.
La crisi dell’identità è oggi la crisi dell’idea stessa di identità che da processo percettivo si trasforma in una perenne aspirazione (sogno, desiderio) destinata a rimanere insoddisfatta.

Contributi di: Yana Milev, Experimental Jetset, Metahaven, Evert Ypma, Brave New Alps, Dario Massimo, Joerg Bader, Collectif_fact, Jonmar Van Vljimen, Emanuela Bonini Lessing, Nicolò De Giorgis, Unità di Crisi, Giulia Filippi, Valentina Ciarapica, Wu Ming, Luca Luisa, Stewart Home, Jeremy Naklè, Alvvino, Kabu, Sosaku Myiazaki, Mike Bertino.

www.krisismagazine.com

Lago Film Fest

Lago Film Fest

Abbiamo curato l’identità visiva e il catalogo di Lago Film Fest 2010 (in collaborazione con Matteo Zago). Il festival di cinema e documentari, giunto alla quinta edizione, raccoglie centinaia di contributi da tutto il mondo, e li ospita all’interno delle strade, delle spiagge e delle case di Revine Lago.

“In una notte d’estate immagino la gente del mio paese portare fuori le sedie di casa e scendere in cortile o giù fino in riva al lago per vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che qui non si era mai visto prima: un cinema sotto le stelle.”
Lo spirito con cui è nato il Lago Film Fest è racchiuso in queste parole, le parole di un giovane direttore artistico che, insieme ad un nutrito gruppo, ha dato vita a qualcosa di eccezionale. Abbiamo cercato di restituire l’atmosfera che si respira a Lago nelle immagini che abbiamo realizzato.

Per richiamare l’idea delle proiezioni cui si rifà la comunicazione dell’evento, sono state poi realizzate alcune lampade neon colorate rappresentanti la tipografia del festival. In questo modo abbiamo cercato di rimarcare il legame tra l’immagine del festival e i luoghi della manifestazione.

Foto di Andrea Armellin.

www.lagofest.org

Lago Film Fest – catalogo

Lago Film Fest - catalogo

Oltre all’identità visiva, abbiamo progettato il catalogo di Lago Film Festival 2010. Stampato su carta usomano da quotidiano, il catalogo è stato impaginato seguendo una griglia complessa, risultato della sovrapposizione di due griglie diverse. Il risultato è un layout sperimentale, in cui spesso testo e immagini si sovrappongono.

Oltre al catalogo vero e proprio, in cui sono presentati i film proiettati, vi è una parte di agenda in cui si presentano il festival e le sue iniziative.

www.lagofest.org

Innovetion Valley

Innovetion Valley

Innovetion Valley

Abbiamo preparato assieme ad Unità di Crisi 5 pagine di visual e un testo sulla Crisi Permanente e sul modo in cui essa influenza il design e la comunicazione delle identità.

Innovetion Valley, supplemento gratuito del Corriere della Sera /Corriere del Veneto, è un mensile bilingue dedicato all’industria creativa del nordest italiano. Il tema del numero in cui compare il nostro contributo è “Identità sostenibili”.

www.innovetionvalley.com

Bailey Bridge

Bailey Bridge

Alcuni allestimenti con i quali abbiamo proposto la pubblicazione Krisis | Identities e i relativi contenuti all’interno dei contesti espositivi dell’arte contemporanea. Il punto centrale attorno al quale ruotavano le presentazioni era caratterizzato dal ponte Bailey.
Il ponte Bailey è un tipo di ponte caratterizzato da una struttura a elementi modulari che lo rende un dispositivo versatile, veloce, economico e adatto a qualsiasi situazione che richieda un intervento d’emergenza su di una discontinuità.

Le mostre sono state presentate presso: Art Verona 2010, nella sezione Independents ideata da Fuoribiennale e presso le collettive della fondazione Bevilacqua La Masa Open Studios e Workshow.

www.fuoribiennale.org
www.bevilacqualamasa.it

Luca Diffuse “Small parks narratives”

Luca Diffuse “Small parks narratives”

Luca Diffuse, architetto e scrittore romano, si è affidato a noi per la comunicazione di “Small parks narratives”, una serie di progetti sulle sensazioni che possono indurre piccoli ambienti naturali. Abbiamo realizzato poster e pieghevoli in formato A3.

Luca Diffuse scrive su Abitare, Abitare Web, Normale, Exibart. Nel 2010 ha fondato “writing extended explanations”, studio di architettura e media agency con base a Roma.

www.lucadiffuse.net

Gran parte dei luoghi pubblici sono privati, Fondazione Bevilacqua La masa

Gran parte dei luoghi pubblici sono privati, Fondazione Bevilacqua La masa

Realizzazione di poster, inviti e materiale promozionale per la mostra Open Studios, organizzata dalla fondazione Bevilacqua La Masa. Alla mostra hanno partecipato gli assegnatari degli Atelier della fondazione  nel 2010: Ivana Bukovac, Antonio Cataldo, T-Yong Chung, Nicolò Degiorgis, Roberto De Pol, Francesco Fonassi, Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi, Diego Marcon, Caterina Rossato, Giulio Squillacciotti, Sara Francesca Tirelli e il collettivo Unità di Crisi.

La citazione “gran parte dei luoghi pubblici sono privati” è una riflessione (in cit. dai pensieri collaterali di Vincenzo D’Abbraccio) suggerita dalla natura dell’esposizione, che si teneva in una delle foresterie della fondazione (elemento caratterizzante l’evento), ed esplora il rapporto tra arte e spazio pubblico.

www.bevilacqualamasa.it

Origami

Origami

Ci siamo occupati della progettazione dell’identità visiva di Origami, un format di eventi legato alla musica elettronica, con visual, installazioni e live performances, realizzato in provincia di Treviso.

Oltre a tutto il materiale relativo alla comunicazione degli eventi abbiamo progettato anche il merchandising ufficiale della rassegna e il sito web.

Treviso Design

Treviso Design

Treviso Design

Siamo stati invitati a partecipare a Treviso Design Manifesto, con un interpretazione visiva dell’ottavo punto del manifesto:

Treviso Design guarda avanti con la volontà di crescere e di governare il cambiamento. L’evoluzione non è una cosa che semplicemente succede ma va stimolata con la ricerca, l’apertura e la volontà.

Abbiamo cercato di suggerire, attraverso l’immagine proposta, l’idea che la crescita non sia da intendersi come semplice tragitto diretto e lineare, ma come percorso aperto.

Treviso Design nasce dalla convergenza di alcune istituzioni, con l’obiettivo principale di promuovere la cultura e lo sviluppo del design, dell’innovazione e della creatività, come fattore di crescita economica e sociale per il territorio.

www.trevisodesign.org

Tributo a Jan Tschichold

Tributo a Jan Tschichold

Poster realizzato durante il laboratorio di Design dei tipi tenuto da Leonardo Sonnoli allo Iuav. Il lettering è ispirato dall’alfabeto universale di Tschichold combinato secondo una composizione che ricorda i suoi primi lavori di calligrafo; il tentativo era quello di rappresentare due modi completamente diversi di intendere la tipografia.

La parola che compare sul manifesto (der Zeitgeist, ossia lo spirito del tempo) fa riferimento al fatto che la tipografia è sempre espressione diretta del periodo storico in cui viene realizzata e utilizzata; lo stesso Tschichold fa riferimento a questo concetto rispondendo a Max Bill (uno dei principali esponenti della scuola svizzera), il quale lo aveva accusato di una regressione dal punto di vista morale e politico.
Dall’utopia dell’alfabeto universale e dall’assimetria della cosiddetta Nuova Tipografia, Tschichold ritorna ad un modo di intendere la tipografia più classico.

Installazione tipografica – Querini Stampalia

Installazione tipografica – Querini Stampalia

Il luogo scelto per l’installazione palazzo Querini – Stampalia a Venezia e più precisamente la sala espositiva progettata dall’architetto Carlo Scarpa. Il testo scelto per l’installazione fa riferimento ad un brano di Tommaso Landolfi (Dialogo dei massimi sistemi) nel quale
si riflette sul fatto che l’utilizzo di una lingua corrente, conosciuta e imposta, diventa un limite espressivo per lo scrittore.

L’installazione cerca di tradurre da un punto di vista visivo questa riflessione utilizzando segni alfabetici completamenti inventati e astratti, dotati però di una loro regola interna di composizione. Le forme del nuovo alfabeto prendono spunto da un mosaico di Carlo Scarpa presente nel luogo dell’installazione. Le frasi sono state stampate in negativo su pellicola trasparente e posizionate sopra le luci al neon che compongono l’illuminazione della stanza.

Realizzato in collaborazione con Enrico De Napoli, Irene Bacchi e Federico Bovara.

Zancoa interior design

Zancoa interior design

Design degli interni per lo studio Zancoa di Treviso, un’area di circa 150 mq composta da un ufficio, una stanza riunioni, una cucina e una sala d’accoglienza. Il pavimento è realizzato in resine bianche e grigie.

Realizzato con la collaborazione dell’arch. Luciano Miotto. Fotografie di G. Fedel.